Quando un incidente, un errore medico o un altro evento lesivo compromette la salute di una persona, la legge riconosce il diritto al risarcimento del danno biologico. Capire cos’è, come si quantifica e come si ottiene è fondamentale per non accettare offerte inadeguate. In questa guida spieghiamo in modo chiaro come funziona.
Cos’è il danno biologico
Il danno biologico è la lesione temporanea o permanente all’integrità psicofisica della persona, suscettibile di accertamento medico-legale, che incide negativamente sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita, indipendentemente dalle ricadute sul reddito. In altre parole, è il danno alla salute in sé, riconosciuto a prescindere dalla capacità di produrre guadagno. Rientra tra le componenti del danno non patrimoniale e va tenuto distinto dal danno patrimoniale (come le spese mediche o la perdita di reddito) e dal danno morale (la sofferenza interiore).
Danno biologico permanente e temporaneo
Si distingue tra danno biologico permanente, quando i postumi restano stabilizzati e definitivi, e danno biologico temporaneo, riferito al periodo di malattia durante il quale la persona è totalmente o parzialmente impossibilitata nelle sue attività, fino alla guarigione o alla stabilizzazione dei postumi. Entrambe le voci concorrono a determinare il risarcimento complessivo.
Micropermanenti e macropermanenti
La misura dei postumi permanenti si esprime in punti percentuali di invalidità. Si parla di lesioni micropermanenti quando l’invalidità permanente è compresa tra 1 e 9 punti (le classiche lesioni di lieve entità), e di lesioni macropermanenti dai 10 punti in su. La distinzione non è solo tecnica: incide direttamente sul metodo di calcolo e sull’entità del risarcimento.
Come si calcola il danno biologico: le tabelle
Il calcolo si basa su tabelle che associano a ogni punto di invalidità un valore economico, variabile in funzione dell’età (più giovane è la vittima, maggiore è l’importo) e della percentuale di invalidità. Per le micropermanenti da sinistri stradali e da responsabilità sanitaria si applicano le tabelle nazionali previste dal Codice delle Assicurazioni (art. 139), aggiornate periodicamente. Per le macropermanenti, in attesa della piena operatività della tabella unica nazionale, la giurisprudenza fa ampio riferimento alle Tabelle del Tribunale di Milano. Alla componente base si aggiunge, ricorrendone i presupposti, la personalizzazione del danno per tenere conto delle specifiche conseguenze sofferte dalla singola persona.
Il risarcimento: come ottenerlo
Il primo passo è un accertamento medico-legale che quantifichi correttamente i postumi: una perizia di parte accurata è spesso decisiva per contrastare le valutazioni al ribasso delle compagnie assicurative. Segue la richiesta di risarcimento al responsabile o al suo assicuratore. In molti casi ad esempio per i sinistri stradali è previsto un tentativo obbligatorio di composizione stragiudiziale prima di poter agire in giudizio. Farsi assistere fin dall’inizio da un legale consente di documentare il danno nel modo corretto e di negoziare su basi solide.
Danno biologico da incidente stradale e da malasanità
Le due ipotesi più frequenti sono l’incidente stradale e la responsabilità medica e sanitaria. Nel primo caso il risarcimento è generalmente a carico della compagnia assicurativa del responsabile, secondo le procedure del Codice delle Assicurazioni. Nel secondo, occorre dimostrare l’errore sanitario e il nesso causale con il danno, con il supporto di una consulenza medico-legale specialistica. In entrambi gli ambiti la tempestività e la qualità della documentazione fanno la differenza sull’esito.
Danno biologico e altre voci di danno
Il danno biologico non esaurisce il risarcimento spettante alla vittima. Accanto ad esso vanno considerati il danno morale e il danno patrimoniale (spese mediche, assistenza, perdita di reddito), oltre all’eventuale personalizzazione del danno. Un corretto inquadramento di tutte le componenti è essenziale per ottenere un risarcimento realmente integrale: le offerte assicurative tendono infatti a limitarsi alle voci minime. Contatta lo Studio Legale ADIus per una valutazione del tuo caso.
Domande frequenti (FAQ)
In quanto tempo si prescrive il diritto al risarcimento?
I termini dipendono dalla natura della responsabilità: per il danno da circolazione stradale è generalmente di due anni, per la responsabilità sanitaria può essere più lungo. È essenziale verificare il termine applicabile al proprio caso per non perdere il diritto.
Posso rifiutare l’offerta dell’assicurazione?
Sì. L’offerta della compagnia non è vincolante: se la ritieni inadeguata rispetto ai postumi accertati, puoi contestarla e, se necessario, agire per ottenere il giusto risarcimento.
Serve la perizia medico-legale?
È fortemente consigliata: una valutazione medico-legale di parte quantifica i postumi in modo documentato ed è lo strumento più efficace per sostenere la richiesta di risarcimento.