Cambio di identità sessuale del figlio: assegno di mantenimento fino a conclusione dell’iter di adeguamento relazionale e psicologico.

La Corte di Cassazione con l’ordinanza numero 5883 del 12 marzo 2018 ha decretato che i figli che cambiano sesso possono avere diritto a essere mantenuti dai genitori per più tempo rispetto ai figli che non hanno problemi di identità sessuale.

Infatti, il giovane che affronta un processo di adeguamento della propria identità di genere può infatti trovarsi frequentemente in una situazione di vulnerabilità e di difficoltà psicologica e relazionale che può avere ricadute importanti e significative sul suo inserimento sociale e lavorativo e, di conseguenza, sull’acquisizione di un’indipendenza economica dai genitori.

Tuttavia, decorso qualche tempo da quando si è concluso l’iter di adeguamento dei caratteri sessuali, l’assegno può essere revocato in assenza di specifiche prove circa il permanere della vulnerabilità psicologica e sociale e delle sue conseguenze nella ricerca di un lavoro.

Nel caso di specie, mancando tali prove ed essendo trascorsi oltre tre anni dal cambio di sesso, avendo peraltro il figlio raggiunto i trent’anni di età, i giudici della Suprema Corte non hanno più ritenuto giustificato il mantenimento e hanno quindi accolto il ricorso del padre che chiedeva di essere esonerato dal versamento periodico dell’assegno al giovane.

Studio Legale Associato – Avv. Amabile – Avv. Della Cagnoletta
Via Mazzini 3/c, 20063 Cernusco sul Naviglio (MI)
Tel. 02.92 43 90 – Mail: info@adius.net