La Corte di Cassazione (con sent. n. 22.10.2014 n° 22352) ribadisce che qualora il ritardo nel rilascio dell’immobile faccia sfumare occasioni di nuova locazione o vendita del bene, l’eventuale danno patrimoniale (differenza tra l’offerta sfumata e quella successivamente conseguita) può essere risarcito dal responsabile della ritardata consegna, se adeguatamente provato.

Così si legge: “Perchè sia configurabile il maggior danno da ritardo nella restituzione del bene locato, ex art. 1591 c.c., debbono essere provate la situazione di mora del conduttore, il maggior danno subito dal locatore (prova che deve essere fornita secondo le regole ordinarie e, quindi, allegando e documentando più vantaggiose proposte di locazione o concrete possibilità di vendita dell’immobile occupato o anche mediante presunzioni) e deve essere dimostrata l’esistenza del nesso di causalità tra il ritardo nella riconsegna e la perdita della proposta vantaggiosa”.